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  Itinerari in Sardegna

Monti – itinerario naturalistico

Da Monti a Monte Olia
Percorso: da 24 a 31 km
Tempo di percorrenza stradale: da 8 ad 11 ore

1^ tappa: Monti

L’itinerario parte dal paese di Monti e percorre l’altopiano di Sos Sambinzos, dove si dispone il“circolo solare” omonimo. Si raggiunge quindi su Nodu ‘e S’Appare (in logudorese “rupe dell’aglio selvatico”) per poi arrivare alla Funtana Pedra Bianca, così chiamata perché circondata da un affioramento di candido quarzo. Procedendo da Sa Toa a Enattu’e sa Conchedda, si raggiunge la Cantoniera Mazinaiu e Monte Aspro. Quindi si procede fino alla la casa forestale di Sos Littos-Sas Tumbas, si prosegue per M. Figos-Badde Suelzu e infine si arriva al Monte Olia. Il paese di Monti, posto nella regione del Monte Acuto sulle colline al confine tra la Gallura e il Logudorese, presenta siti archeologici, architettonici e ambientali di grande interesse. Situato al centro della Gallura a pochi minuti dall'aeroporto di Olbia e dai porti di Olbia e Golfo Aranci, Monti è circondato da massi granitici, boschi di sughere, macchia mediterranea e distese di vitigni dai quali si ricava il famoso Vermentino, simbolo della Gallura, e unico vino in Sardegna ad avere la denominazione d'origine controllata e garantita.

2^ tappa: Monte Olia

Monte Olia è il più elevato rilievo della zona. Ricoperto da una fitta foresta di lecceti e conifere alle pendici, sulle cime è possibile ammirare uno sconfinato panorama. L’area montana ospita infatti una foresta demaniale, a sud del paese di Monti, una delle attrattive naturalistiche più interessanti della zona con vista sul parco naturale popolato da numerose specie di animali tra cui uccelli rapaci, cinghiali, caprioli e mufloni.

Monti – itinerario enogastronomico

COME ARRIVARE: Arrivati all'aeroporto di Olbia, recarsi presso il terminal autonoleggi, per il prelievo dell’auto. Dall’aeroporto di Olbia prendere la strada n. 597 per Sassari fino al bivio per Monti. Tempo di percorrenza 20 minuti circa. 

COSA VISITARE: Il vitigno vermentino, contrariamente ad altre colture vitivinicole sarde, ha una tradizione recente; sarebbe comparso nella Sardegna settentrionale a fine Ottocento, provenendo dalla Corsica. Questo vitigno ha trovato in Gallura il suo habitat naturale; si è progressivamente diffuso anche nella zona di Alghero e nel Cagliaritano, ma quello di Gallura rappresenta l'espressione migliore. La denominazione di origine Vermentino di Sardegna è del 1989 e copre tutte le aree viticole della regione. In una terra come questa, dove il vino è simbolo stesso della vita quotidiana, non poteva mancare, a metà agosto, una festa dedicata interamente al Vermentino: degustazioni e abbinamenti con i piatti della cucina sarda, convegni, incontri tecnici con l'obiettivo della crescita qualitativa del prodotto.


Birori – itinerario archeologico

TOMBA DEI GIGANTI LASSIA E PALATTU - BIRORI 

Accesso - Da Birori prendere la strada per Borore, appena fuori dal paese girare a destra nella vecchia strada per la stazione ferroviaria: la tomba Lassia si trova dopo 300 m. sulla sinistra, vicino alla strada, ed è segnalata da un cartello. La tomba dei giganti Palattu si trova alla periferia del paese, nel quartiere omonimo.

Perché visitare Birori

Nel paese si distendono ampi spazi verdi di Funtana Idda e Funtana Maggiore, ricoperti di rigoglioso manto boschivo

Nella piazza principale si trova la chiesa di Santo Stefano, edificata nel XVII secolo, che ospita al suo interno il simulacro del santo. Nell'abitato si trova, inoltre, la tomba di giganti "Su Palatu", costituita da un corpo tombale allungato e absidato. Ai margini del paese sono ubicati i nuraghi di Arbu e Miuddu.

A lato della stazione ferroviaria si trovano i dolmen di Tanca Sar Bogadas e Sa Perda e S'Altare. Vicino alla stessa stazione si trovano le tombe di giganti di "Lassia".

Il 17 gennaio il paese ospita la festa di Sant'Antonio Abate, con una suggestiva accensione di falò la sera della vigilia. Dal 2 al 5 agosto si svolge la festa di Sant'Antonio nel sagrato della chiesa di Sant'Andrea.
 

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